"Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé."

(Pablo Neruda) 


Le Origini

Appassionato di fantasy fin da bambino.
Conobbi questo gioco a circa 14 anni ma ricordo distintamente di aver visto tempo prima su uno scaffale alto di un negozio la famosa red box dell' OD&D....rimasi a lungo a fissarla,era piccola e compatta,l'illustrazione splendida ed evocativa.

Mi chiedevo cosa realmente ci fosse li dentro,come poteva starci tutto un gioco dentro quella scatoletta così misera?
A quel tempo avevo già una grande passione per i boardgames,non avevo ancora avuto il primo incontro con Hero Quest ma quella scatola ricordo distintamente come fosse ieri che mi paralizzò.
Inutile,uscii con i miei dal negozio con ancora mille dubbi e domande.
Non sapevo che di lì a qualche anno un amico mi avrebbe spiegato tutto.

E così fu,a quel tempo si giocava con un quaderno di scuola,dentro c'era tutto...in un unico libro avevamo : compendio del Master,del Giocatore e dei Mostri.
Quante avventure,quante emozioni...un modo tutto nuovo di giocare!
Finalmente potevo usare tutta la mia fantasia ed indirizzarla,darle sfogo e dare vita tuttò ciò che mi passava per la mente.

Col tempo ho cambiato molti compagni di gioco,alcuni sono durati poche sessioni,altri sono durati qualche anno,altri addirittura decenni. Il tempo ti cambia,la vita e le esperienze ti cambiano,spingendoti a credere che dopo una certa soglia d'età per il gioco non ci sia più spazio.
È  la verità? Forse si o molto più probabilmente NO.

Siamo noi stessi a fissare i limiti,ma se questi in realtà non esistessero?
Molto spesso siamo concentrati,risucchiati dalla vita e dalla quotidianeità,da continue pressioni, tanto che spesso ci dimentichiamo di lasciare spazio a quel bambino ormai dimenticato che una volta era la nostra parte più dominante.

Non esiste una vera età per fare ciò che si vuole,spesso sono gli altri  a dirti cosa va fatto e quando farlo,sono queste stesse persone a sbatterti in faccia la LORO vita facendoti credere che tu debba seguire quel percorso rispettando le loro tappe.

Se qualcosa ti piace davvero falla e basta,senza voltarti indietro,senza star troppo a pensare a chi ti lasci alle spalle o quello che potranno dire di te.
Vivi le tue passioni, non hanno età, al contrario di TE ;)


Una storia finisce quando smetti di viverla.
Così come in amore,così come nella vita e nel gioco.
Mai smettere di crederci; arriverà il lavoro,arriverà la famiglia la casa e le bollette da pagare,arriveranno figli e preoccupazioni,cambieranno i lavori,le persone care in modo o in un altro ci lasceranno e altre ne arriveranno,la vita è estremamente mutevole.

Ciò che però può rimanere identico anche a distanza di due decenni,come nel mio caso; è quell'angolo che ci portiamo nel cuore.
Quel piccolo pezzo di giardino dove gioca ancora quel bambino,un bambino al quale nella maggior parte dei casi è stata data via via sempre meno attenzione,che ha perso il sorriso e dimenticato quei giochi che tanto amava e che per tanto  lo avevano accompagnato.

Tutto questo può sopravvivere se solo lo vogliamo,è uno sforzo mentale,un esercizio da ripetere ogni giorno fino al punto in cui diventa naturale e automatico.
È uno stato mentale,non è il nirvana,non è l'illuminazione,è soltanto un modo positivo di vedere e vivere le situazioni,state certi inoltre che col tempo si rifletterà anche sulla vita quotidiana andando ad influenzare positivamente tutte le nostre attività,perfino quelle più tediose.

Una volta lessi di un padre che orgogliosamente raccontava le sue giocata di D&D,ma al tavolo non c'erano i suoi vecchi amici,no...forse chissà quelli li aveva persi un pò per strada, no al tavolo c'erano sua moglie,sua figlia 14enne  e gli amici di sua figlia.
Il padre era il Dungeon Master e raccontava di quanto questa passione fosse rimasta radicata in lui nonostante i tanti anni passati,una passione così forte da far breccia dapprima nel cuore e nell'animo di sua moglie poi in quello di sua figlia.

WoW pensai,questa sarebbe una vita che varrebbe la pena di vivere.


 "Si possono negare quasi tutte le astrazioni: la giustizia, la bellezza, la verità, la bontà, lo spirito, Dio.
Si può negare la serietà,ma non si può negare il gioco"
 
(Johan Huizinga)